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L’ATP CHALLENGER TORINO E’ COSMOPOLITA

Tra le note dell’ATP Challenger Torino spicca anche quella dell’essere cosmopolita. Ben 18 infatti le nazioni rappresentate nel tabellone principale, a testimonianza che già dopo due edizioni il torneo ha saputo farsi un nome nel panorama del circuito internazionale. Tanti campi di allenamento, ospitalità di ottimo livello, strutture moderne a disposizione dei giocatori per consentire loro di dare il meglio. Uno scenario degno di un torneo Atp.
A farla da padrona l’Italia, con 10 giocatori, mixati tra giovani, vedi Donati, Sonego e Napolitano, tutti piemontesi e tutti classe 1995, ed i più esperti Vanni, Volandri, Naso. Tre i francesi, ovvero Robert, Millot e Guez. Tre anche i belgi, De Loore, Mertens e Coppejans, finalista del 2015. Due i portoghesi, Sousa ed Elias. Un tedesco, Bachinger, proveniente dalle qualificazioni. Un giapponese, Moriya; un olandese, Sjisling; uno spagnolo, Lopez Perez; uno sloveno, Blaz Rola; un cileno, Podlipnik-Castillo; un russo, Karatsev; un kazako, Golubev. Ed ancora lo slovacco Martin, il serbo Djere, l’estone Zopp ed il croato Mektic. Insomma un mondo in movimento verso Torino, completato dal brasiliano Dutra Silva, il numero 1 del draw, e dal bielorusso Ignatik.